Costi di spedizione per l'e-commerce: come calcolarli e impostarli
Peso volumetrico, fasce di prezzo, spedizione gratuita, contrassegno e resi: un metodo pratico per impostare i costi di spedizione del negozio.
Per impostare i costi di spedizione di un e-commerce parti da quanto ti costa davvero ogni pacco: il corriere ti fattura in base al peso tassabile, cioè il maggiore tra peso reale e peso volumetrico, più eventuali supplementi. Su questa base costruisci delle fasce di prezzo semplici da capire, decidi se e da quale importo offrire la spedizione gratuita e mostri tutto al cliente prima che confermi l'ordine. Vediamo come fare, un passo alla volta.
Quanto ti costa davvero una spedizione
Il prezzo del listino del corriere è solo una parte del costo. Prima di decidere quanto far pagare al cliente, metti in fila tutte le voci:
- tariffa del corriere per peso e destinazione (Italia, isole, estero);
- supplementi: località disagiate, carburante, consegna al piano, assicurazione, contrassegno;
- imballo: scatola, riempitivo, nastro, etichette;
- tempo di preparazione del pacco, che ha un costo anche se non lo vedi in fattura;
- una quota per giacenze, resi e pacchi danneggiati, che prima o poi capitano.
Esempio (numeri inventati, solo per il metodo): tariffa 6,50 €, imballo 0,80 €, supplemento carburante 0,40 €. Il costo reale del pacco è 7,70 €, non 6,50 €. Se fai pagare al cliente 6,90 € stai già perdendo qualcosa su ogni ordine.
Le tariffe e i supplementi cambiano da contratto a contratto: prendi sempre i valori dal tuo accordo con il corriere e ricontrollali quando ti arriva un nuovo listino.
Peso reale e peso volumetrico
I corrieri non trasportano solo peso, ma anche spazio. Per questo calcolano il peso volumetrico del collo e fatturano il valore più alto tra questo e il peso reale.
La formula più diffusa è:
peso volumetrico (kg) = lunghezza × larghezza × altezza (in cm) ÷ divisore
Il divisore (a volte chiamato "costante volumetrica") dipende dal corriere e dal servizio: valori come 5000 o 4000 sono comuni, ma alcuni contratti ne usano altri. Il dato giusto è quello scritto nelle condizioni del tuo corriere.
Esempio con divisore 5000: una scatola di 40 × 30 × 20 cm ha un volume di 24.000 cm³. Il peso volumetrico è 24.000 ÷ 5000 = 4,8 kg. Se dentro c'è un cuscino da 1 kg, pagherai come se il pacco pesasse 4,8 kg.
Da qui due consigli pratici:
- usa la scatola più piccola possibile: pochi centimetri in meno per lato possono farti scendere di una fascia;
- registra peso e dimensioni dei prodotti nella scheda articolo, così il calcolo al carrello è affidabile e non devi stimare a occhio.
Come costruire le fasce di prezzo
Al cliente non serve vedere il listino del corriere: serve un prezzo chiaro. Le soluzioni più usate sono tre.
| Modello | Come funziona | Quando conviene |
|---|---|---|
| Tariffa unica | Stesso costo per tutti gli ordini (per esempio un prezzo fisso per l'Italia). | Prodotti simili per peso e misura. |
| Fasce di peso | Il costo cresce per scaglioni (per esempio fino a 3 kg, fino a 10 kg, oltre). | Catalogo con articoli molto diversi tra loro. |
| Percentuale sull'ordine | Il costo è una percentuale del totale, con un minimo. | Prodotti di valore e peso proporzionati. |
Qualunque modello scegli, tieni separate le zone che costano di più (isole minori, località disagiate, estero) e prevedi un costo per ogni chilo oltre l'ultima fascia, così un ordine eccezionale non ti manda in perdita.
Esempio di fasce (prezzi indicativi): fino a 3 kg 6,90 €; da 3 a 10 kg 9,90 €; oltre 10 kg 9,90 € più 0,80 € per ogni chilo in più. Le cifre vanno ricavate dai tuoi costi reali, non copiate da un altro negozio.
Spedizione gratuita sopra una soglia
La spedizione gratuita non è mai gratis: la paghi tu. Per questo conviene legarla a una soglia minima d'ordine, scelta in modo che il margine dell'ordine copra il costo del pacco.
Un metodo semplice per scegliere la soglia:
- guarda lo scontrino medio del tuo negozio negli ultimi mesi;
- fissa la soglia un po' sopra quel valore, così spingi chi è vicino ad aggiungere un articolo;
- verifica che, a quella cifra, il margine lordo meno il costo della spedizione resti positivo;
- scrivi la soglia bene in vista (in testata, nel carrello, nella scheda prodotto) e mostra quanto manca: "ti mancano 12 € per la spedizione gratuita".
Esempio: scontrino medio 45 €, margine medio 35%, costo pacco 7,70 €. Con una soglia di 59 € il margine è circa 20,65 €; tolta la spedizione restano circa 13 €. Se il margine medio fosse del 15%, la stessa soglia lascerebbe poco più di 1 €: in quel caso la soglia va alzata o limitata ad alcune zone.
I costi extra inattesi sono tra i motivi più frequenti di abbandono del carrello, come ricordano le ricerche del Baymard Institute: meglio un costo chiaro fin dall'inizio che una sorpresa all'ultimo passaggio.
Contrassegno: quando offrirlo e quanto costa
Il pagamento alla consegna rassicura chi compra per la prima volta, ma ha costi e rischi in più: il corriere applica di solito un supplemento (fisso, in percentuale sull'importo, o entrambi), i soldi arrivano dopo qualche giorno e i pacchi rifiutati tornano indietro a tue spese.
Alcune regole di buon senso:
- offrilo solo dove serve davvero (per esempio in Italia e sotto un certo importo);
- indica chiaramente nel checkout se il contrassegno ha un costo aggiuntivo;
- tieni traccia dei clienti che rifiutano la consegna e valuta di non riproporre il contrassegno.
Sulle commissioni legate ai metodi di pagamento esistono regole specifiche a tutela del consumatore: prima di applicare un sovrapprezzo, verifica con il tuo consulente le norme aggiornate.
Resi e trasparenza: le regole da rispettare
Se vendi ai consumatori nell'Unione europea, alcune regole sui costi sono fisse. Il portale ufficiale La tua Europa sulle vendite online le riassume così:
- il prezzo complessivo e le spese di consegna devono essere indicati chiaramente prima che il cliente confermi l'ordine;
- il cliente ha 14 giorni per recedere senza indicare un motivo (per i beni, dalla consegna);
- in caso di recesso devi rimborsare entro 14 giorni anche le spese di consegna originali, ma non il sovrapprezzo di un'opzione più costosa di quella standard (per esempio l'espresso);
- i costi di restituzione sono di norma a carico del cliente, ma solo se lo hai informato prima: altrimenti restano a te.
Molti negozi scelgono comunque di offrire il reso gratuito come leva commerciale. Se lo fai, mettilo nel conto del costo medio di spedizione: è una spesa a tutti gli effetti.
Come aiuta Kliveer
In Kliveer imposti per ogni corriere e servizio la costante volumetrica, le fasce di peso con il costo per chilo oltre l'ultima fascia, il costo del contrassegno (fisso e in percentuale) e la soglia oltre la quale la spedizione diventa gratuita: il carrello del negozio calcola il costo in base al peso dei prodotti. Con Gestione spedizioni segui tutti gli invii e i resi in un unico elenco, e con i moduli Spedizioni FedEx, Spedizioni GLS e Spedizioni Poste Italiane crei le spedizioni e le lettere di vettura direttamente dal gestionale, senza ricopiare indirizzi.
Domande frequenti
Come si calcola il peso volumetrico?
Moltiplichi lunghezza, larghezza e altezza del collo in centimetri e dividi per il divisore del tuo corriere (per esempio 5000). Il corriere fattura il valore più alto tra peso volumetrico e peso reale.
Conviene offrire sempre la spedizione gratuita?
Solo se il margine la regge. Di solito conviene legarla a una soglia d'ordine poco sopra lo scontrino medio e controllare ogni tanto che i conti tornino.
Se il cliente restituisce la merce devo rimborsare la spedizione?
Per il consumatore che esercita il recesso, sì: vanno rimborsate le spese di consegna originali, fino al costo della consegna standard. Le spese per rimandarti il pacco sono di norma a carico del cliente, se lo hai informato prima dell'acquisto.
Ogni quanto devo aggiornare i costi di spedizione?
Almeno quando cambia il listino del corriere o il tipo di prodotti che vendi. Un controllo ogni qualche mese sul costo medio reale per pacco evita brutte sorprese.